Santi Patroni


La vita di San Paolino

sanpaolino Ponzio Meropio Paolino, della nobile e ricca famiglia degli Anicii, è nato a Bordeaux, in Aquitania, nell’anno 355; morì a Nola il 22 giugno 431.

Studiò a Bordeaux con grandi maestri, tra i quali il poeta Ausonio, al quale rimase legato da profonda amicizia; approfondì soprattutto lo studio delle lettere, del diritto e della filosofia. Poco più che ventenne entrava a far parte del senato romano ed iniziava la sua carriera politica che percorse fino a raggiungere la somma magistratura del Consolato (378); e proprio in qualità di ex console ottenne l’incarico di Governatore della Campania (379).
Qui giunto volle risiedere nei suoi possedimenti presso Nola per trascorrere gran parte della sua giornata accanto alla tomba di S. Felice a Cimitile; in lui si risvegliarono la fede ed i sentimenti cristiani trasmessi dalla madre. Perciò, espletato il suo mandato, rientrò a Roma a iniziò a pensare seriamente alla sua vita spirituale. Ma la tragica morte dell’imperatore Graziano nel 283 e la conseguente crisi politica che aveva colpito l’impero romano d’occidente, costrinsero Paolino a far ritorno in Aquitania.

Qui la sua famiglia e lui stesso caddero vittima di persecuzioni a causa del suo sostegno al precedente imperatore e Paolino dovette fuggire da una città all’altra. Fu a Vienna dove conobbe i due vescovi Martino

di Tours e Vittricio di Rouen; dimorò a Milano dove fu in contatto con il vescovo Ambrogio; trascorse qualche tempo in Spagna, dove incontrò e sposò la ricca nobildonna Terasia, donna di fede cristiana che gli sarebbe stata accanto per tutta la vita, favorendolo e seguendolo fedelmente nella sua scelta ascetico monastica.Finito il pericolo e tornato a Bordeaux nel 388, manifestò al suo vescovo il desiderio di essere battezzato e dopo lunga preparazione venne battezzato l’anno successivo per poi trasferirsi nei suoi possedimenti in Spagna, vicino a Barcellona, per approfondire i misteri cristiani nella meditazione e nel silenzio. Nel 392 nacque il figlio Celso che però morì dopo solo otto giorni. Paolino e Terasia insieme maturarono la vocazione alla vita di perfezione evangelica con la decisione di vendere tutti i beni, dare il ricavato ai poveri e seguire Cristo povero. Il giorno di Natale del 394, mentre Paolino e Terasia si trovavano in preghiera nella Cattedrale di Barcellona, la folla dei fedeli in coro indusse il vescovo di Barcellona ad ordinare Paolino sacerdote (in quel tempo potevano essere ordinati presbiteri anche gli sposati).Paolino vendette tutti i suoi beni, insieme alla moglie decisero di vivere come fratello e sorella in perpetua castità e di ritirarsi definitivamente presso la tomba di S. Felice a Cimitile, vicino Nola, e nel 395 partì; nel viaggio incontrò di nuovo il vescovo di Milano Ambrogio, che lo aggregò al clero della sua città.La clamorosa conversione di Paolino mise in agitazione il mondo pagano e riempì di letizia e di stupore il mondo cristiano. Il vecchio poeta Ausonio reagì in maniera forte cercando in tutti i modi di richiamare il discepolo prediletto sulle strade della poesia battute nella prima gioventù; molti familiari presero le distanze dal suo proposito di vita ascetica e lo abbandonarono.Paolino costruì il suo monastero sopra l’ospizio dei poveri e dei pellegrini edificato da lui stesso durante il suo governatorato in Campania; la nuova costruzione aveva due ambienti distinti: uno per Paolino ed i suoi monaci, uno per Terasia e le sue consorelle. La vita del monastero era scandita dalla preghiera, dall’approfondimento della Sacra Scrittura e dal lavoro, il tutto vissuto in grande umiltà e povertà. Dopo la conversione Paolino volle dare come contenuto alla poesia “la verità”, cioè la ricerca di Dio e, come scopo, si prefisse di “ammaestrare il cuore degli uomini con la dolcezza”, armonizzando la propria arte con la Parola di Dio “unico arbitro e modellatore di ogni armonia”.Eletto poi vescovo di Nola nel 409, visse con estremo zelo il suo apostolato fino alla morte, il 22 giugno 431.

Le Origini della Festa

La Festa dei Giglisi tiene ogni anno a Nola, in Provincia di Napoli, per celebrare il ritorno in città del Vescovo Paolino(353 – 431 d.C.) dalla prigionia ad opera deibarbari.
La leggenda vuole che il popolo nolano accogliesse il suo Vescovo con dei fiori, dei gigli per l’esattezza, raccolti nelle campagne e che, alla testa dei gonfalonidelle antiche corporazionidi mestieri, lo scortasse dalle rive di Oplonti (l’attuale Torre Annunziata) fino alla sede Vescovile.
In memoria di quell’avvenimento, i Nolani hanno tributato nei secoli la loro devozione a San Paolino, portando in processione ceri eprima su strutture rudimentali, poi su costruzioni denominatecatalettie infine su torri piramidali che nel XIX secolo hanno assunto l’attuale altezza di 25 metri con base cubica di tre metri di lato, per un peso complessivo di oltre venticinque quintali.
Tali costruzioni, denominate per l’appunto Gigli sono oggi complesse opere architettoniche realizzate dagli artigiani locali, ricoperte di  tradizionali decorazioni in cartapesta, secondo temi religiosi, storici o d’attualità. Nel giorno della festa i Gigli vengono portati in processione al ritmo di canzoni e musiche composte ogni anno appositamente per la festa, oltre a rivisitazioni di brani appartenenti alla tradizione musicale napoletana ed italiana, eseguiti da bande posizionate sulla struttura stessa. Gruppi di oltre 100 uomini, che assumono il nome diparanza, sollevano a spalla i Gigli attraverso appositi supporti di legno denominati “varre” e “varrielli” fissati alla base.
Con gli 8 Gigli (chiamati nell’ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto, in ricordo delle antiche corporazioni dei mestieri), attraversa la città una struttura a forma di barca, che simboleggia il ritorno in patria del Santo.
La Festa dei Gigli si celebra la domenica successiva al 22 di giugno, giorno in cui cade la ricorrenza di San Paolino di Nola. La manifestazione copre l’intero arco della giornata. Nel corso della mattinata i Gigli vengono trasportati nella piazza principale della città, dove avviene la solenne benedizione degli obelischi. Nel pomeriggio le costruzioni percorrono le strade del centro storico, secondo un percorso rituale stabilizzatosi nel tempo, dove le paranze affrontano spettacolari “prove” di abilità e di forza in particolari punti del percorso cittadino.

San Felice di Nola

San Felice di Nola (Nola, seconda metà del I secolo d.C. – Nola, 15 novembre 95) fu il primo vescovo della diocesi di Nola. Viene venerato come santo e martire della Chiesa cattolica; il Martirologio romano ne registra la commemorazione il 15 novembre mentre nel Martirologio geronimiano è ricordato il 27 luglio.

Secondo il racconto della passio, un giorno il giovane Felice liberò con la sua preghiera due uomini indemoniati e, in seguito a questo episodio, il governatore di Nola Archelao, pressato dai sacerdoti pagani, lo arrestò per interrogarlo. Mentre cercava di costringerlo ad adorare le divinità pagane in un tempio della città, una profonda voragine inghiottì l’edificio e Archelao chiese a Felice di essere battezzato.
Felice fu allora acclamato dal popolo vescovo di Nola.
Nell’anno 95 d.C. fu nuovamente arrestato dal Prefetto Marciano durante una delle prime persecuzioni cristiane. Si racconta che Felice sia stato dato in pasto ai leoni i quali, con meraviglia dei presenti, indietreggiarono davanti a lui. Fu poi gettato in una fornace di carboni ardenti, ma riuscì a liberarsi per l’intervento di un angelo. Il Prefetto lo fece allora appendere a testa in giù e, dopo averlo sottoposto ad altre torture, lo fece decapitare il 15 novembre.
Secondo la tradizione, il corpo del martire fu poi seppellito di nascosto all’interno di un pozzo, sul quale fu in seguito edificato un luogo di culto, che diventerà la cripta della cattedrale di Nola., dove riposano ancora oggi le spoglie del santo.
[modifica] Il culto

Il busto argenteo di San Felice


SanfelicedinolaA Nola i festeggiamenti in onore di San Felice si tengono il 15 novembre. Il giorno della vigilia viene portato in processione per le strade cittadine un busto settecentesco in argento del santo. In cattedrale si venera anche una statua lignea di Giacomo Bonavita datata 1645, che in passato veniva portata in processione durante le calamità, come accadde anche in occasione dell’eruzione vesuviana del 1906.
Nel 1577 Papa Gregorio XIII elevò ad altare privilegiato quello della cripta: i defunti per i quali si celebra la messa godono, pertanto, dell’indulgenza plenaria.
A Sorrento c’è una chiesa dedicata al vescovo fin dal VII secolo.[1] Si tratta della Chiesa dei Santi Felice e Baccolo, che per un periodo fu anche la cattedrale della città. Si ritiene che qui siano conservate alcune reliquie di San Felice. In una ricognizione fatta nel 1968 alla presenza di rappresentanti del clero di Sorrento e di Nola, furono trovate solo poche reliquie promiscue.
Alla fine del Novecento, nella chiesa di Santa Maria Assunta nel comune di Pago del Vallo di Lauro, in località 1-SAN FELICEPernosano, è stato rinvenuto un importante ciclo di affreschi risalente alla prima metà del X secolo che raffigura i tre principali vescovi nolani: San
Felice, San Paolino e San Massimo.
[modifica] Il miracolo della Manna
Il 15 novembre o l’8 dicembre un liquido rugiadoso detto manna scorre in un calice attraverso una fessura del muro oltre il quale è seppellito San Felice. Oggi, così come in passato, i nolani traggono buoni auspici dal ripetersi di questo evento.
[modifica] Il prodigio della Statua

La statua di San Felice

Si narra che il 26 aprile 1872, durante un’eruzione del Vesuvio, la statua di marmo del santo, eretta nel 1796 e oggi inglobata nella villa comunale, si contorse irreversibilmente sulla sinistra in direzione della colata lavica, proteggendo la città minacciata da una nube di ceneri e lapilli. Il 15 novembre dello stesso anno, dopo aver svolto un regolare processo canonico, il vescovo di Nola mons. Giuseppe Formisano riconobbe ufficialmente la prodigiosa contorsione della statua, molto venerata dal popolo nolano e dai fedeli dell’agro.

Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.