Un anno in Festa


L’Evento nasce per celebrare la gesta di San Paolino Vescovo di Nola. È rappresentata da otto gigli e una barca; gli otto gigli rappresentano le corporazioni che andarono incontro al Santo, e la barca sta ad indicare lo sbarco di S. Paolino. La festa è una simbiosi tra fede e folklore. La festa per i nolani è un momento di esaltazione gioiosa dovuta da una immensa fede e da una devozione secolare per S. Paolino.

  • La bandiera
  • Le prove delle fanfare
  • La questua
  • Costruzione del giglio
  • I gigli spogliati
  • Vestizione
  • La processione
  • Il venerdì delle cene
  • Il sabato dei comitati
  • La domenica della festa
  • Il lunedi
  • L’ abbatimento

LA BANDIERA – ( Lo scambio )
Manifestazione molto sentita da tutta la popolazione, essa avviene nel periodo che va dal mese di settembre ai principi di dicembre. Tale avvenimento viene annunziato alla città sin dalle prime luci dell’alba con colpi di mortai in aria. Si compone quindi un grande corteo con in testa il nuovo maestro di festa e ci si reca alla casa del vecchio maestro di festa per ritirare la bandiera. Qui, dopo che la fanfara ha eseguito in onore del vecchio maestro di festa il motivo musicale del suo giglio, riprende il corteo verso il Duomo dove avviene il cambio.

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LE PROVE DELLE FANFARE
Qualche giorno prima della questua, la fanfara assieme ai cantanti si esibisce in una sorta di “prova generale” per la presentazione dei brani che accompagneranno il giglio per le strade della città.

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LA QUESTUA – (‘A tavuliata )
La questua è il momento di aggregazione del popolo attraverso numerosi sacrifici nella raccolta di fondi necessari per lo svolgersi della festa. Al di fuori delle logiche economiche la questua sta a rappresentare il sacrificio come atto di fede.

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COSTRUZIONE DEL GIGLIO – ( Aizata d’a borda )
Mentre nelle botteghe della cartapesta si preparano i vestiti ai Gigli, i primi giorni di Giugno vedono la costruzione degli obelischi in legno. Insieme al legno si contano 90 chilogrammi di chiodi e funi. Il giglio è composto da:  la “borda” (lunga pertica che costituisce la spina dorsale del giglio lunga 25 metri); la “base” di forma quadrangolare, posta su quattro piedi ferrati, alta 3 metri e larga mt. 2,60; 6 pezzi che formano il prospetto; svariate traversine laterali congiungono il retro. Il capo costruttore verifica la messa a “piombo” della “borda” con la “base”. Una volta terminata la costruzione, si festeggia l’avvenimento con spari di mortaretti e brindisi beneauguranti. Il peso complessivo dell’obelisco è di circa 20 quintali.

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I GIGLI SPOGLIATI – ( ‘O juorno ca’ se provano ‘e spalle )
La domenica precedente “la festa” i gigli sono portati a spalla dal punto di costruzione fino all’abitazione del Maestro di festa. Durante il trasporto si fa il collaudo. Tale avvenimento, oltre ad essere consuetudinario, serve come prova generale per le paranze. Ogni obelisco viene munito di sole bandiere e della statua di San Paolino. Due uomini, di solito, fanno dondolare i turiboli profumando l’aria d’incenso.

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LA VESTIZIONE – ( ‘A vesta nova )
Dopo che i gigli sono stati trasportati davanti alle abitazioni dei maestri di festa, inizia la vestizione con la struttura in cartapesta. Su tali strutture vengono rappresentati dei soggetti ben precisi (religiosità, cultura, sport e attualità).

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LA PROCESSIONE
Il 22 Giugno è giorno dedicato a San Paolino. La statua del Santo, collocata nel tempietto è circondata di ceri accesi e di fiori tutt’intorno.  A completare il magnifico scenario fanno bella mostra le nove “Bandiere” delle corporazioni che i maestri di festa hanno portato la domenica precedente. Verso le ore 19.00 tutto il popolo, ivi compresi i Comitati si riversano in Piazza Duomo e prendono parte alla processione che si snoda per le strade della città.

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IL VENERDI DELLE CENE
Dopo la processione del Santo, il venerdì sera, per le strade della città si assiste alle lunghe “tavuliate” organizzate, da comitive di amici, rigorosamente per far baldoria. Assieme a delle piccole bande musicali si canta e si ballano canzoni dei gigli.

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IL SABATO
La vigilia della “grande festa” è il sabato. Presso l’abitazione del Maestro di festa sono convenuti il “comitato” la fanfara. Tutti fanno una baldoria indescrivibile. Il giglio è illuminato a giorno. Tutto è pronto per la sfilata. I comitati di ciascun “giglio” percorrono le vie della città dando vita alla “serata magica”.  Lo scambio comune di visita di omaggio e di cortesia è antica tradizione di questa terra. Ad un’ora stabilita dalla Civica Amministrazione i comitati convengono in piazza Duomo ed entrano secondo l’ordine di “sfilata dei gigli” e, la piazza diventa palcoscenico, ogni comitato fa la sua “cacciata”.

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LA DOMENICA – ( ‘O juorno cchiù bello )
La domenica rappresenta la cosiddetta “ballata” caratterizzata da una esaltazione di gioia e di felicità dell’intero popolo. Si apre una giornata che per i Nolani è tutto. Dalle prime ore del mattino, i gigli dal loro rione vengono trasportati a spalla in piazza Duomo. Dopo essersi esibiti in una lunga e prolungata “ballata”, restano poi fermi per un breve periodo ai lati della stessa piazza. Verso le 13 il Vescovo di Nola esce dalla Cattedrale seguito dal busto d’argento di S. Paolino portato a spalla, e tra l’entusiasmo del popolo, benedice i gigli. Con la solenne benedizione del Vescovo terminerà così la prima parte dei festeggiamenti. Dopo un breve intervallo, intorno alle ore 16.00 circa, con partenza da piazza Duomo, si da inizio alla famosa sfilata per le vie della città.  Si tratta senza dubbio di un percorso molto difficile, poiché in ognuna delle strade suddette ci sono tante difficoltà da superare. I gigli in questo tradizionale percorso sfilano nel seguente ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.

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IL LUNEDI – ( ‘A strusciata )
I gigli dai luoghi dove sono stati abbandonati, vengono trasportati nella mattinata in piazza Duomo. Le paranze sono improvvisate per lo più da giovanissimi e anche donne. Una volta giunti in piazza Duomo i gigli vengono allineati davanti al palazzo di città e qui rimarranno fino alla conclusione dei festeggiamenti.

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L’ABBATTIMENTO
A chiusura dei festeggiamenti, i gigli vengono “svestiti” e dopo qualche giorno abbattuti. Ciò avviene nella suddetta piazza, la stessa che alcuni giorni prima li aveva visti da trionfatori.
Fonte :giugnonolano.com
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